Nel 1988, alle Olimpiadi di Seul, Florence Griffith Joyner vince i 100 metri con il pauroso tempo di 10”54. Non è la corsa durante la quale ha battuto il record del mondo che ancora resiste (10”49). Quel record lo aveva stabilito qualche tempo prima. Ma la corsa di Seul ha qualcosa di magico. La Griffith ha un’ottima partenza, ma non è l’unica. Accanto a lei corrono fior di atlete: la Drechsler (dell’allora Germania dell’Est), le altre americane Ashford e Torrence. Le più veloci donne al mondo corrono quasi appaiate per 50 metri. La bulgara Anelia Nuneva le sta accanto fino ai 60, prima di infortunarsi al polpaccio. Ma ad un certo punto, verso i 70 metri, Flo Jo stacca tutte e inizia a volare. Volare. Non scherzo. Negli ultimi trenta metri sembra che i suoi piedi siano sollevati da terra. È talmente rapido il tocco sulla pista che lancia il passo successivo, che quasi non si vede. Vola, appunto.
Nel 2014 si tengono i mondiali di calcio in Brasile. La Spagna è la detentrice del titolo e, nella prima partita, incontra l’Olanda. Dopo 27 minuti un rigore trasformato da Xabi Alonso porta la Spagna in vantaggio. Ma è al 44mo minuto che accade la seconda magia di questo racconto. Il giocatore dell’Olanda Blind, dalla linea di centro campo, scaglia il pallone verso l’area spagnola. Sembra quasi un lancio senza molte pretese, della serie “boh, vediamo che succede”. Ma Van Persie ha l’intuizione giusta. Parte alla rincorsa di quel pallone e lo intercetta un paio di metri dentro l’area avversaria, di testa. Volando. Anche lui, vola. Sembra un angelo. E il pallone, impattato in volo da un tizio di 80Kg per 185cm di altezza, anziché finire come un proiettile contro i tifosi delle gradinate, scavalca il portiere e atterra dolcemente in rete. L’Olanda vincerà 5-1. La Spagna campione del mondo perderà anche la partita successiva e sarà eliminata. Forse ancora sognano quel volo, gli spagnoli, come un incubo. Noi siamo più fortunati: possiamo guardarlo mille volte volando insieme a Van Persie.
Penserete che l’ho presa un po’ larga, ma tutto questo mi serviva per introdurre un altro volo. Si tratta dell’assolo di chitarra più citato e abusato della storia del rock. Spesso anche mal sopportato, proprio perché (diciamolo) non se ne può più di sentire citare sempre il solito titolo. E poi… certo, è bellissimo, ma non è che si possa definire “il più bell’assolo della storia”. Chiedete ai fan di Eddie Van Halen cosa ne pensano. A proposito: vogliamo parlare dell’assolo di Van Halen su Beat it di Michael Jackson? Insomma, l’assolo di chitarra di Stairway to Heaven – perché è di questo che stiamo parlando – forse non è l’assolo più bello della storia. E sicuramente non è il più tecnico, il più veloce, il più difficile da riprodurre…
Ma il punto non è se sia o meno l’assolo più bello. Il punto è che, a un certo punto, Jimmy Page vola.
Come il gol Van Persie, parte da un lancio da centrocampo, quel “tagadan… tagadan dan dan dan” che suona anche un po’ velleitario e pomposo. Come Flo Jo, ha un’ottima partenza, ma non lascia tutti di stucco. Già c’erano stati i Cream e Hendrix a fare quelle cose lì. Poi prende il ritmo. Le gambe, il busto, la testa iniziano a macinare note e, come il lancio di Blind, potrebbe finire in vacca, in una esibizione tecnica fine a se stessa, e invece no. Invece decolla. E nelle ultime otto battute inizia a volare, si stacca da terra e tu che ascolti sei proiettato altrove. Sei a Seul a sfiorare appena la pista con dei piedi invisibili. Sei nell’area di rigore della Spagna, a mezz’aria, mentre con la testa accarezzi un pallone. Voli insieme a Jimmy Page. Voli, per la miseria! Fino alla linea del traguardo, quando tutto si ferma con un colpo di petto che segna i 10”54. Voli fino a quando il pallone decreta il gol che darà inizio alla rimonta della tua squadra. Voli fino a quelle note finali che reintroducono la voce di Robert Plant. E atterri felice, alzi le braccia al cielo e saresti sazio, se non ti venisse la voglia di correre di nuovo, di segnare ancora quel gol, di risentire di nuovo quelle otto battute. Riposizioni la puntina del giradischi a qualche secondo prima e riprendi a volare.

